¡Que viva Uruguay!

30 novembre 2008
Il presidente dell’Uruguay Tabaré Vázquez ha posto il veto su una legge che avrebbe legalizzato l’aborto su richiesta fino al terzo mese e l’aborto eugenetico anche oltre, similmente a quanto consente le legge italiana 194/78. Le motivazioni addotte dal presidente sono un manifesto delle motivazioni laiche a difesa della vita degli esseri umani più deboli ed indifesi. Le evidenziazioni sono mie.

MINISTERO DELLA SANITÀ

Montevideo, 14 novembre 2008

Signor Presidente della
Assemblea Generale:
Il Potere Esecutivo si rivolge a questo Organo nell’esercizio delle facoltà che gli conferisce l’articolo 137 e seguenti della Costituzione della Repubblica allo scopo di osservare i capitoli II, III e IV, articoli 7 e 20, del progetto di legge, con il quale si stabiliscono norme relative alla salute sessuale e riproduttiva, approvato dal Potere Legislativo.
Si osservano in modo totale, per ragioni di costituzionalità e convenienza, le citate disposizioni per le ragioni che si espongono qui di seguito.
C’è consenso sul fatto che l’aborto è un male sociale che deve essere evitato. Tuttavia, nei paesi in cui è stato legalizzato l’aborto, questi sono aumentati. Negli Stati Uniti, nei primi dieci anni si è triplicato, e il numero rimane stabile: si è instaurato il costume. La stessa cosa è avvenuta in Spagna.
La legislazione non può ignorare la realtà dell’esistenza della vita umana nello stadio di gestazione, così come in modo evidente rivela la scienza. La biologia si è molto evoluta. Scoperte rivoluzionarie, come la fecondazione in vitro e il DNA con il sequenziamento del genoma umano, mettono in evidenza che dal momento del concepimento c’è una nuova vita umana, un nuovo essere. Tanto che nei moderni sistemi giuridici – incluso il nostro – il DNA si è trasformato in “prova regina” per determinare l’identità delle persone, indipendentemente dall’età, anche nel caso di devastazione, ed anche quando praticamente non resta nulla dell’essere umano, anche dopo molto tempo.
Il vero grado di civiltà di una nazione si misura da come protegge i più bisognosi. Per questo deve proteggere maggiormente i più deboli. Perché il criterio non è il valore del soggetto in funzione degli affetti che suscita negli altri, o della utilità che ha, ma il valore insito nella sua sola esistenza.
Questa legge influisce sull’ordine costituzionale (articoli 7º, 8º, 36º, 40º, 41º, 42º, 44º, 72º e 332º) e gli accordi assunti dal nostro paese nei trattati internazionali, tra i quali il Patto di San José di Costa Rica, approvato dalla legge Nº 15.737 dell’8 marzo 1985 e la Convenzione sui Diritti del Bambino approvata dalla legge Nº 16.137 del 28 settembre 1990.
In effetti, disposizioni come l’articolo 42 della nostra Costituzione, che obbliga espressamente a proteggere la maternità, e il Patto di San José di Costa Rica – convertito poi in legge interna come maniera di riaffermare l’adesione alla protezione e validità dei diritti umani – contengono precise disposizioni, come l’articolo 2 º e l’articolo 4 º, che obbligano il nostro paese a proteggere la vita dell’essere umano fin dal suo concepimento. Inoltre gli conferiscono lo status di persona.
Anche se una legge può essere abrogata da un’altra legge, questo non avviene con i trattati internazionali, che non possono essere abrogati da una successiva legge interna. Se l’Uruguay intende seguire una linea giuridico-politica differente da quella stabilita dalla Convenzione Americana dei Diritti Umani, dovrebbe rescindere dalla citata Convenzione (art. 78 della suddetta Convenzione).
D’altra parte, regolando l’obiezione di coscienza in modo inadeguato, il progetto approvato genera una fonte di ingiusta discriminazione tra i medici che ritengono che la propria coscienza impedisce loro di eseguire aborti, né tantomeno permette di esercitare la libertà di coscienza di chi cambia parere e decide di non efettuarlo più [la legge prevedeva che la scelta dovesse essere fatta una volta per tutte senza possibilità di cambiare idea, ndT].
La nostra Costituzione ammette disuguaglianze davanti alla legge solo se si basano sui talenti e sulle virtù delle persone. Qui, inoltre, non si rispetta la libertà di pensiero in un ambito oltretutto profondo e intimo.
Questo testo inoltre influisce sulla libertà di impresa e di associazione, quando impone a istituzioni mediche con statuti approvati secondo la nostra legislazione, e che sono in funzione in qualche caso da più di cento anni, di eseguire aborti andando espressamente contro i propri principî fondamentali.
Il progetto, inoltre, qualifica erroneamente e in modo forzato, contro il comune sentire, l’aborto come un atto medico, disconoscendo dichiarazioni internazionali come quelli di Helsinki e di Tokyo che sono state assunte nell’ambito del Mercosur [“Mercado Común del Sur” – patto economico tra diversi paesi dell’America del Sud ndT], che sono oggetto di recepimento espresso nel nostro paese dal 1996 e che sono riflesso dei principî di medicina ippocratica che caratterizzano il medico nell’agire a favore della vita e dell’integrità fisica.
In accordo con la sensibilità del nostro popolo, è più adeguato cercare una soluzione basata sulla solidarietà che permetta di sostenere la donna e la sua creatura, fornendole la libertà di potere scegliere altre vie e, in questo modo, salvare tutti e due.
È necessario affrontare le vere cause dell’aborto nel nostro paese e che nascono dalla nostra realtà socio-economica. C’è un gran numero di donne, particolarmente nei settori più poveri, che portano da sole il carico della famiglia. Per questo, bisogna circondare la donna abbandonata dell’indispensabile protezione solidale, invece di renderle più facile l’aborto.
Il Potere Esecutivo saluta questo Organo con la sua massima considerazione.

Dr. TABARÉ VÁZQUEZ
Presidente della Repubblica

Documento originale
Post: Cosa sta succedendo in Uruguay

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Ciò che Obama finse di non sentire

11 novembre 2008
Quella che segue è la testimonianza di Jill Stanek. Essa fu ripetuta davanti ad una commissione parlamentare dell’Illinois ed a Barack Obama, allora governatore dello stato. Quest’ultimo non ne fu minimamente toccato e votò ripetutamente contro il Born Alive Infanct Protection Act, la legge che protegge i bambini nati vivi dopo un tentato aborto.

Lavoravo da un anno al Christ Hospital a Oak Lawn, nell’Illinois, come infermiera professionista nel reparto travaglio e parto, quando sentii dire che stavamo effettuando l’aborto di un bambino con sindrome di Down al secondo trimestre. Fui completamente shockata. Avevo infatti scelto specificamente di lavorare al Christ Hospital perché era un ospedale cristiano e non era implicato, così pensavo, negli aborti. Mi fece molto male sapere che il luogo dove questi aborti venivano effettuati era proprio un ospedale chiamato col nome del mio Signore e Salvatore Gesù Cristo. Fui ulteriormente addolorata dal sapere che gli affiliati religiosi dell’ospedale, la chiesa evangelica luterana d’America e la chiesa unita di Cristo, erano pro-aborto. Non pensavo proprio che una qualsiasi denominazione cristiana potesse essere pro-aborto!
Ma la cosa più sconvolgente fu conoscere il metodo che il Christ Hospital usava per gli aborti, chiamato aborto a travaglio indotto, ora chiamato anche “aborto a nascita di bambino vivo”. In questo tipo di procedura abortiva i medici non cercano di uccidere il bambino nell’utero. L’obiettivo è semplicemente far partorire un bambino che muore durante la nascita o poco dopo.
Per eseguire l’aborto a travaglio indotto, un medico inserisce un farmaco nel canale del parto della madre, vicino alla cervice. La cervice è l’apertura alla base dell’utero che normalmente rimane chiusa fino a che una madre è incinta di circa 40 settimane ed è pronta a partorire. Questo farmaco irrita la cervice e la stimola ad aprirsi precocemente. Quando questo avviene, il piccolo bambino pienamente formato del secondo o terzo trimestre cade fuori dall’utero, talvolta vivo. Per legge, se un bambino abortito nasce vivo, devono essere redatti sia i certificati di vita e di morte. Ironicamente, al Christ Hospital la causa di morte spesso indicata per i bambini abortiti vivi è “estrema prematurità”, un’ammissione da parte dei medici che sono stati loro a causare questa morte.
Non è infrequente che un bambino abortito vivo tiri avanti per un’ora o due o anche di più. Al Christ Hospital uno di questi bambini abortiti vivi sopravvisse per un intero turno di otto ore. Alcuni bambini abortiti sono sani, perché il Christ Hospital effettua aborti per la vita o per la “salute” della madre, ed anche per stupro o incesto.
Nel caso in cui un bambino abortito nasca vivo, lui o lei riceve “cure di conforto”, che consistono nel tenere il bambino al caldo in una coperta finché muore. I genitori possono tenere in braccio il bambino se lo desiderano. Se i genitori non vogliono tenere in braccio il bambino abortito mentre muore, un membro dello staff se ne prende cura finché muore. Se lo staff non ha il tempo o la voglia di prendere in braccio il bambino, questi viene portato alla nuova Stanza di Conforto del Christ Hospital che è munita di una macchina fotografica per la prima foto se i genitori vogliono immagini professionali del loro bambino abortito, di ciò che serve per il battesimo, vesti, certificati, attrezzatura per prendere le impronte dei piedini e braccialettini da bambino per ricordini, ed una sedia a dondolo. Prima che fosse istituita la Stanza di Conforto, i bambini venivano portati a morire nella Stanza Ripostiglio.
Una notte, una collega infermiera stava portando un bambino con la sindrome di Down, che era stato abortito vivo, alla nostra Stanza Ripostiglio perché i genitori non volevano tenerlo in braccio e lei non aveva tempo per tenerlo con sé. Non potevo sopportare il pensiero di questo bambino sofferente che moriva da solo in un ripostiglio, così l’ho cullato e dondolato per i 45 minuti che visse. Era tra le 21 e 22 settimane, pesava circa 250 grammi ed era lungo circa 25 centimetri. Era troppo debole per muoversi molto, ed usava ogni energia che aveva per cercare di respirare. Verso la fine era così quieto che non riuscivo a stabilire se era ancora vivo. Lo tenni verso la luce per vedere attraverso il suo petto se il cuore batteva ancora. Dopo che fu dichiarato morto, chiudemmo i suoi braccini sul petto, lo avvolgemmo in un piccolo sudario e lo portammo all’obitorio dell’ospedale dove vengono portati tutti i nostri pazienti morti.
Dopo aver tenuto in braccio quel bambino, il peso di ciò che sapevo divenne troppo grande da sopportare. Avevo due scelte. Una era di andarmene dall’ospedale ed andare a lavorare in un ospedale che non eseguisse aborti. L’altra era di tentare di cambiare la pratica abortiva del Christ Hospital. Allora lessi un brano delle Scritture che parlò direttamente a me ed alla mia situazione. Proverbi 24,11-12 dice: Libera quelli che sono condotti alla morte e salva quelli che sono trascinati al supplizio. Se dici: «Ecco, io non ne so nulla», forse colui che pesa i cuori non lo comprende? Colui che veglia sulla tua vita lo sa; egli renderà a ciascuno secondo le sue opere. Decisi che lasciare l’ospedale sarebbe stato un gesto irresponsabile e di disubbidienza verso Dio. Certo, sarei stata più a mio agio a lasciare l’ospedale, ma i bambini avrebbero continuato a morire.
Il viaggio in cui Dio mi aveva portata, da quando per la prima volta sono uscita in ubbidienza per combattere l’aborto in un ospedale chiamato col nome del Suo Figlio, è stato travolgente! Ora viaggio per tutto il paese, descrivendo ciò di cui io od altri membri del personale siamo stati testimoni. Ho testimoniato per quattro volte davanti a sottocommissioni parlamentari nazionali e dell’Illinois [ed anche davanti a Barack Obama, che non fece una piega ndT]. Si stanno varando leggi per fermare questo tipo di aborto che di fatto è un infanticidio. Il Christ Hospital e l’aborto a nascita di bambino vivo hanno ricevuto molta attenzione da parte della gente. Ora sono state fatte descrizioni di “aborti a nascita di bambino vivo” sulla televisione nazionale, alla radio, sulla stampa, e presso legislatori locali e nazionali. Tra le centinaia di esempi ci sono:

  • La trasmissione radio di Padre Frank Pavone ed il programma televisivo Difendere la vita su EWTN
  • I programmi O’Reilly Factor, Hannity and Colmes della Fox Cable News
  • Il programma radio Breakpoint di Chuck Colson
  • Il programma televisivo Dr. Laura
  • Il programma televisivo Listen America del dr. Jerry Falwell
  • Articoli ed editoriali in U.S. News and World Report, World Magazine, the Washington Times, NY Times, Newsweek, Christianity Today e Focus on the Family Citizen Magazine, per dirne alcuni.

Anche un’altra infermiera del Christ Hospital ha testimoniato con me a Washington. Allison disse di essere entrata nella Stanza Ripostiglio in due diverse occasioni e di avervi trovato bambini abortiti vivi lasciati nudi su una bilancia o su un piano metallico. Ho testimoniato riguardo ad un membro del personale che buttò via accidentalmente nella spazzatura un bambino abortito vivo. Il bambino era stato lasciato sul banco della Stanza Ripostiglio avvolto in un asciugamano usa e getta. Quando la mia collega comprese che cosa aveva fatto, cominciò ad esaminare la spazzatura per trovare il bambino ed il bambino cadde fuori dall’asciugamano sul pavimento.
Altre colleghe mi hanno raccontato tante storie sconvolgenti di bambini abortiti vivi di cui si sono prese cura. Mi hanno raccontato di un bambino abortito che si pensava avesse la spina bifida, ma fu partorito con la spina dorsale intatta. Un’altra infermiera è ossessionata dal ricordo di un bambino abortito che venne fuori e pesava più di quanto ci si aspettasse, quasi un chilo. Ne è ossessionata perché non sa se ha sbagliato a non prestare assistenza medica a quel bambino.
Altri ospedali ora hanno ammesso di effettuare aborti a nascita di bambino vivo. Evidentemente non è una forma rara di aborto. Ma il Christ Hospital è stato il primo ospedale negli USA ad essere messo pubblicamente allo scoperto perché effettuava questo tipo di aborto.
Il 31 agosto 2001, dopo una battaglia di due anni e mezzo con l’ospedale, fui licenziata. Ora sono libera di discutere apertamente degli orrori dell’aborto, avendoli visti con i miei occhi. Posso testimoniare personalmente il fatto che uno + Dio = maggioranza. Ognuno di noi ha una voce che dobbiamo usare per fermare l’atrocità dell’aborto.
C’è qualcosa di molto sbagliato in un sistema legale che dice che i medici sono obbligati a dichiarare morti dei bambini ma non sono obbligati a visitare i bambini per farli vivere e stimare le probabilità di sopravvivenza. In altri termini, le nostre leggi dicono attualmente che i bambini non hanno diritto a controllo medico fino a quando sono morti. Noi guardiamo dall’altra parte e facciamo finta che questi bambini non siano umani mentre sono vivi, ma umani solo dopo essere morti. Stiliamo per questi bambini sia il certificato di nascita e di morte, ma in realtà è solo il certificato di morte che conta. Non vi sono altri bambini in America altrettanto abbandonati come questi.
L’aborto è un cancro che sta letteralmente uccidendo l’America. È l’uccisione dei nostri figli e nel contempo l’uccisione delle nostre coscienze. È cominciato quando abbiamo messo Dio al di fuori delle nostre decisioni ed abbiamo dichiarato che i piccoli esseri che crescono dentro le donne sono “prodotti del concepimento” e non bambine e bambini. Chi dovrebbe sorprendersi del fatto che continuiamo a spostare in là il limite, così che ora abortiamo questi “prodotti del concepimento” vivi? Lavoro persino in un ospedale che si chiama “Christ” che fa proprio questa cosa! Va oltre la mia comprensione il fatto che noi stiamo facendo ciò che stiamo facendo, così non riesco neanche ad immaginare a quali maniere orribili penseremo in futuro per torturare i nostri figli.

Jill Stanek

Jill ha fornito alcune foto della “Stanza di Conforto” del Christ Hospital:

  1. ingresso della Stanza di Conforto;
  2. l’apparecchio della “Prima foto”, per foto professionali del bambino abortito;
  3. i bambini vengono dondolati fino alla morte in questa sedia;
  4. alla malvagità dell’infanticidio viene data un ornamento spirituale, con l’opzione del battesimo per il bambino che viene ucciso;
  5. la bilancia per pesare i bambini abortiti.

Video-testimonianza di Jill Stanek: «Quando ho raccontato la mia esperienza davanti ad una commissione del Senato dell’Illinois, Obama rimase impassibile.»

http://www.priestsforlife.org/testimony/jillstanektestimony.htm
http://www.priestsforlife.org/testimony/stanekbakercongress.htm
Blog di Jill Stanek


Cosa sta succedendo in Uruguay

8 novembre 2008
In questi giorni è all’esame del parlamento uruguayano una legge molto simile alla nostra 194/78. La strategia adoperata dai cavalieri della morte è descritta da padre Thomas J. Euteneuer, presidente di Human Life International.


Spirit & Life
Mentre vi scrivo oggi [20 giugno 2008 ndT], la situazione in Uruguay è estremamente a rischio!
Gli operatori di morte stanno sacrificando intenzionalmente le donne ed i nascituri dell’Uruguay per stabilire una testa di ponte in America Latina.
Una falla della legislazione dell’Uruguay consente “assistenza abortiva” negli ospedali pubblici. Comportandosi come “assistenti”, i promotori dell’aborto dicono alle donne vulnerabili che farebbero meglio ad uccidere il loro bambino [immagino, usando ovviamente ben altre e false parole, come loro stile, ndT] e che l’aborto è un “diritto riproduttivo” [appunto, ndT]. Le statistiche ufficiali indicano che il 90% delle donne uruguayane “assistite” in questo modo scelgono di abortire. Ed una volta che lo fanno, il personale medico dice loro come procurarsi il Misoprostol nelle farmacie o al mercato nero e come usarlo a casa per abortire i loro bambini.
Come sapete però, la sola assunzione di Misoprostol non ha sempre come esito l’aborto. È solo metà del trattamento RU486. E questi individui insensibili, che in Uruguay dicono alle donne di prendere il Misoprostol, lo sanno bene!
Nessuna sorpresa, quindi, che il 56% delle madri che cominciano questi aborti con il Misoprostol ritorna all’ospedale con emorragie e avendo bisogno di un raschiamento per completare l’aborto.
Questo è precisamente ciò che gli araldi della cultura della morte vogliono che avvenga. Stanno letteralmente creando la crisi “dell’aborto non sicuro” che prevedono di usare per lanciare un nuovo appello perché in Uruguay venga legalizzato l’aborto su richiesta. E se qualche migliaio di donne ignare muore nel frattempo, pazienza.
I “Catholics for a Free Choice” [associazione di “cattolici” favorevoli all’aborto legalizzato, ndT] ed altri gruppi liberal pro-aborto hanno preso di mira questa piccola nazione dell’America Latina affinché diventi la base delle operazioni con cui vogliono diffondere ed imporre i loro progetti anti-vita in tutta l’America Latina. Anni di propaganda anti-vita hanno già ridotto il tasso di fecondità del paese al di sotto del livello di ricambio. E all’inizio di quest’anno i promotori di morte hanno organizzato una conferenza internazionale sull’aborto nella capitale uruguayana Montevideo. I capi della conferenza hanno avuto la sfacciataggine di propagandare il Misoprostol come maniera di porre fine agli “aborti non sicuri”, e tutto questo sapendo che questo “cocktail abortivo”, invece, porterà alla morte di tante donne e creerà quella crisi che essi proclamano al mondo di voler prevenire!
Proprio ora, solo alcuni coraggiosi pro-life – guidati dai missionari di Human Life International – bloccano la strada di questi assassini e mentitori [come dice il Vangelo di Giovanni: «Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna», ndT].
Hai la possibilità di aiutare a salvare un intero paese – e molto probabilmente un intero continente – prima che diventi la prossima vittima della cultura di morte!
Fai click qui per mandare a HLI un contributo straordinario per salvare l’Uruguay dal demonio della morte. Il tempo è vitale.
E unisciti a me nell’invocare l’aiuto celeste dell’Angelo Custode dell’Uruguay. Innalza il tuo cuore a Dio e recita la preghiera a San Michele Arcangelo. Fallo ora:

San Michele Arcangelo, difendi il popolo dell’Uruguay nella lotta! Sii il loro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio! Con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e tutti gli spiriti maligni che si aggirano per l’Uruguay per perdere le anime!

Dio vi benedica!
Vostro in Cristo,


Rev. Thomas J. Euteneuer

Presidente di Human Life International

Newsletter originale: Uruguay in Dire Need of HLI Family’s Help

Per ulteriori notizie in italiano cliccare nei link seguenti:
Situazione prima del voto (Radio Vaticana)
Approvazione della legge da parte della Camera uruguayana (Il Velino)
Scomunica per i cattolici che hanno appoggiato la legge (Adnkronos)